NON PAGHI LA BOLLETTA ILLEGALE? E NOI TI SEQUESTRIAMO LA LINEA!!!

Riportiamo la notizia nella quale Agcom multa con il massimo della sanzione di 1,16 milioni di euro per ciascuna, le compagnie telefoniche che fatturavano i servizi a 28 giorni. E lo facciamo con una certa soddisfazione in quanto come ditta ci siamo trovati coinvolti in una vicenda che ha dell’incredibile e che raccontiamo per far capire quale sia l’atteggiamento delle compagnie telefoniche (in questo caso TIM) nei confronti dei propri utenti.
In seguito a bollette esorbitanti e visto che TIM non intendeva adeguarci il canone alle nuove offerte valide per i nuovi clienti (e già, come fedele utente vieni preso a pesci in faccia), decidiamo di migrare verso Vodafone. La scelta è determinata non solo dai costi che rispetto a TIM sono di oltre l’80% in meno, ma soprattutto dal fatto che nell’ultima bolletta TIM di novembre, c’è una richiesta di denaro alla voce conguaglio per la fatturazione a 28 giorni retroattiva di sei mesi. Prima della scadenza della stessa apriamo una contestazione (ci viene assegnato un numero di pratica) con la quale facciamo presente che non intendiamo pagare una bolletta illegale per cui attendiamo di ricevere la bolletta corretta. Allo stesso tempo facciamo richiesta di migrazione verso Vodafone.
Per farla breve oggi a distanza di oltre 40 giorni dalla richiesta di passaggio, risultiamo ancora clienti TIM sequestrati per non aver pagato una bolletta ILLEGALE, contravvenendo di fatto alla legge Bersani che prevede la migrazione entro 30 giorni ma soprattutto alla delibera AGCOM  78/08/CIR dove si può leggere, al punto “g” del Comma 10 dell’Articolo 5:
“disattivazione completa del servizio di comunicazione per il numero MSISDN; qualora tale disattivazione sia stata causata da furto o smarrimento della SIM ovvero morosità, insolvenza o ritardo nei pagamenti di un abbonato mobile, essa non è opponibile come rifiuto alla portabilità, salvo il caso in cui tale disattivazione sia stata decretata dall’ Autorità Giudiziaria.”
Ossia l’impossibilità di una compagnia di bloccare la migrazione a causa di morosità.
Ancora oggi nonostante le rimostranze inviate sia a voce che per fax, le diffide e le minacce di ricorrere ad azioni legali, TIM continua a non liberarci da un contratto che non vogliamo più. Non solo, ci hanno bloccato le telefonate in uscita sul numero principale, con un danno e un disagio non indifferente.
Questo atteggiamento intimidatorio non solo risulta vergognoso e poco professionale, ma lo riteniamo al limite della legalità e al pari di un comportamento mafioso.
Speriamo che questa testimonianza possa essere utile a chi aveva intenzione di sottoscrivere un contratto con TIM….